
CHAKARUNA 2026: La Decima Spirale
Venerdì 19 Giugno 2026
Sabato 20 Giugno 2026
Domenica 21 Giugno 2026
📍 Garfagnana – Toscana
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Dal 19 al 21 Giugno 2026 | Garfagnana, ai piedi delle Alpi Apuane
C’è un momento in cui il cammino smette di essere una serie di passi e diventa un’unica danza. Quel momento è adesso. Dopo nove anni di esplorazioni, dopo aver onorato l’Acqua, il Fuoco, il Sogno e il Movimento, il Chakaruna giunge alla sua Decima Edizione.
Non è un traguardo, ma un punto di svolta. Una RICAPITOLAZIONE sacra.
La Ricapitolazione: Il Grande Atto di Recupero dell’Anima
In ogni cultura antica, dal sentiero Tolteca alle tradizioni dei popoli delle Ande, dalle riflessioni dei saggi d’Oriente ai riti di passaggio delle tribù africane, esiste un momento imprescindibile: la Cerimonia della Ricapitolazione.
Non è un semplice ricordare. Per gli antichi, il tempo non è una linea retta che svanisce alle nostre spalle, ma un territorio in cui abbiamo lasciato frammenti della nostra energia, dei nostri sogni e dei nostri respiri. Ricapitolare significa tornare su quel territorio, non come spettatori, ma come cercatori d’oro: significa recuperare ogni fibra di noi stessi seminata lungo il cammino per riportarla nel presente.
Perché è il centro del Chakaruna 2026? Perché dopo nove anni di cammino collettivo, la nostra “storia di tribù” ha bisogno di essere onorata nella sua interezza. Se non ricapitoliamo ciò che siamo stati – dal primo ponte gettato nel 2018 all’ultimo movimento del 2025 – non potremo mai compiere il vero salto verso il Nuovo Tempo.
Quest’anno, la Ricapitolazione si fa Cerimonia. Attraverso il silenzio, il suono e il cerchio, trasformeremo i nove temi del passato in una sola medicina. Non studieremo la storia del Chakaruna: la rivivremo per estrarne il nettare.
Nelle antiche tradizioni, chi non ricapitola è destinato a ripetere. Chi ricapitola, invece, diventa libero. Ci ritroviamo per smettere di essere la somma dei nostri frammenti e tornare a essere l’Unità.
Il Filo Invisibile: Perché siamo qui?
Dal 2018 ad oggi, un filo invisibile ha cucito insieme le esperienze di questa tribù. Un filo che non si è mai spezzato – ma si è avvolto, come una spirale, sempre più in alto verso il Cielo.
Tutto è cominciato da un Ponte gettato tra i mondi. Poi siamo scesi alle radici più profonde: la Terra, l’Acqua, l’Aria – gli elementi fondanti della vita, il fondamento senza cui nessuna casa regge. Nel mezzo, un’edizione di Sogno: una pausa necessaria, come il silenzio che precede il momento in cui il Fuoco trova la sua voce. Poi il Fuoco ha parlato davvero. E infine, Ex Movere: il movimento dall’interno verso l’esterno, il nome ancestrale di ogni emozione vera.
- 2018: Chakaruna – Ponte tra Mondi
- 2018: Chakaruna – Piante e Strumenti dello Sciamano
- 2019: Chakaruna – Il Cuore della Terra
- 2020: Chakaruna – Rinascita
- 2021: Chakaruna – Le Voci dell’Acqua
- 2022: Chakaruna – Soffio Vitale
- 2023: Chakaruna – Il Tempo del Sogno
- 2024: Chakaruna – La Via del Fuoco
- 2025: Chakaruna – Ex Movere
Non un’agenda, non un tema scelto a tavolino. Una spirale che sale. Ogni anno un giro più in alto, ogni anno più vicini al centro di ciò che siamo come tribù.
Quest’anno, quella spirale torna al suo centro – non per fermarsi, ma per raccogliere tutto il suo slancio prima del prossimo salto.
Dall’Appennino alle Vette: Il Saluto alle Grandi Montagne

La geografia dello spirito non è mai casuale.
Il Chakaruna ha sempre scelto i suoi luoghi con l’orecchio del cuore: il Lago di Nemi, il Monte Soratte, il Monte Cucco, il Lago Trasimeno. Luoghi di potere, custoditi dalla memoria dei popoli italici, capaci di amplificare ciò che avviene al loro cospetto.
Quest’anno, per la prima volta, ci affacciamo alle Alpi Apuane. Le chiamano Alpi per la loro fierezza – rocce calcaree, creste affilate, un’asprezza che ricorda le grandi vette del Nord. Ma le loro radici affondano nell’Appennino, la spina dorsale antica della nostra penisola. Sono una soglia – un confine tra mondi, una cresta dove l’Italia centrale lascia il respiro prima che il paesaggio si trasformi. E come ogni soglia, portano con sé una memoria stratificata e antica.
La Garfagnana è stata per millenni un punto d’incontro tra tre popoli: gli Apuani, guerrieri delle montagne, fieri e radicati come le loro rocce; i Liguri e i Celti, che da queste valli intrecciavano rotte e culture; gli Etruschi, che qui segnarono il limite settentrionale della loro influenza. Non un confine di divisione, ma un crocevia di voci – esattamente come il Chakaruna. La tradizione popolare di queste terre racconta ancora di Fate dei Boschi e delle acque, e di presenze più antiche: si dice che lo Spirito di un Sacerdote Etrusco custodisca ancora questi luoghi, e che la sua veglia non si sia mai interrotta.
Per la tradizione Andina, che accompagna il Chakaruna sin dal primo respiro, le montagne sono gli Apu: guardiani, antenati di pietra, testimoni di tutto ciò che accade sotto il loro sguardo. E questi Apu, oggi, chiedono di essere visti. Le Alpi Apuane sono al centro di una resistenza: l’estrazione intensiva del marmo sta erodendo ecosistemi unici, avvelenando le acque, silenziando una biodiversità millenaria. Venire qui non è solo ricevere. È anche onorare. Portare la nostra presenza, il nostro cerchio, la nostra cura – come un atto di gratitudine e di testimonianza verso un luogo che ancora lotta per restare vivo.
Essere ai piedi delle Alpi Apuane è un saluto e una promessa: verso le vette che abbiamo imparato a conoscere, verso quelle più grandi che ci attendono oltre, e verso questa terra che custodisce segreti antichi e battaglie contemporanee.
Il passo sulla spirale sale ancora.
Una Storia, Un’unica Cerimonia

Il Fuoco Sacro verrà acceso. Come in ogni edizione, questa fiamma non si spegnerà fino alla chiusura del cerchio: tre giorni e due notti di fuoco vivo, testimone e custode di tutto ciò che accade. Se nel 2018 quel fuoco era meraviglia e scoperta, oggi è casa. È il volto familiare e immutabile della nostra tribù.
Nel Chakaruna 2026, le distinzioni sfumano. Le culture antiche presenti si parleranno, si riconosceranno, si fonderanno in un dialogo che supera i confini e le lingue. Le cerimonie non saranno spazi separati: saranno voci di un unico coro, fili di una tessitura energetica che attraversa i tre giorni senza mai spezzarsi.
Ci sarà spazio per il silenzio e per il suono, per il movimento e per la quiete. Per onorare apertamente ciò che è stato – le nove edizioni, i luoghi, le persone – e aprire insieme il capitolo che viene.
La ricapitolazione avverrà fuori, nel cerchio. E dentro, in ognuno di noi.
La Promessa del Nuovo Tempo
Partecipare alla Decima Edizione significa vivere un pezzetto di mondo in un solo luogo, in tre giorni.
Che tu sia qui dalla prima ora o che sia la tua prima volta, sei il benvenuto. Questa non è una storia riservata a chi era già presente: è la storia di una tribù che si riconosce ogni volta che si incontra, e che si arricchisce di ogni nuovo sguardo.
Vieni a scrivere la fine di questo capitolo e l’inizio del prossimo. Durante l’incontro del 2026, annunceremo il nuovo salto che ci attende. Perché la spirale non si ferma, ma ogni volta che torna al centro, è più vicina al Cielo.
Siamo il Popolo del Nuovo Tempo. Siamo il Ponte. Siamo il Chakaruna.








